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11 chioggia tombolo_Davide Trapani
12 codevigo cason delle sacche-Francesco Calzolaio
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Lagunalonga 2014

L’itinerario culturale Lagunalonga ha percorso tutta la laguna per scoprire e valorizzarne le risorse culturali distribuite nell’arcipelago e nella gronda lagunare. Si è basato sugli itinerari acquei di alcuni giorni già sperimentati nel 2009, 2010, 2013, e coordinati da Venti di Cultura. Lagunalonga2014 si è svolta dall’8 all’11 maggio, in collaborazione con il Comitato per l’Ecomuseo della Laguna e con il Comitato di Gestione Sito UNESCO “Venezia e la sua laguna” e l’agenzia viaggi Destination Venice.
L’itinerario ciclo-acqueo, vedi mappa, ha percorso il periplo della laguna da Altino a Mira, portando l’equipaggio tecnico ed un piccolo gruppo di visitatori a percorrere la laguna con barche e bici, a tappe giornaliere o dormendo in una sequenza di alberghi diffusi. Si promuovono così le attività turistico-culturali esistenti, in una sequenza continua di fruizione attraverso i nodi della rete territoriale.
La Lagunalonga quest’anno è stata dedicata al consolidamento della comunità di persone, istituzioni ed imprese che interagiscono nell’arcipelago lagunare. Il documentario è rivolto a raccontare la grande bellezza della laguna, per chi ci vive e per chi la vuole scoprire, attraverso le immagini e le parole di chi è testimone e responsabile delle tante risorse culturali della laguna.
Quest’anno la Lagunalonga è un cabotaggio tecnico a bordo di una imbarcazione storica, per verificare un offerta di turismo culturale continuativa una verifica dei tempi di percorrenza e dei punti d’interesse: per produrre un documentario ed un videoclip, capaci di raccontare al pubblico vasto di cittadini e visitatori le ricchezze e la magia della laguna.

Il documentario sarà presentato nelle comunità che vivono attorno alla laguna, grazie ai promotori del Comitato per l’Ecomuseo della laguna, e nelle capitali europee, grazie ai partner del progetto comunitario River of Opportunities, per rinsaldare il simbiotico legame tra locale e globale, tra comunità e pubblico, tra cittadini e visitatori.

Itinerario del test tour

Il test tour per la produzione del documentario ha visitato luoghi significativi delle molteplici risorse culturali della laguna, siano esse ambientali, museali, produttive, materiali ed immateriali. L’itinerario completo è stato effettuato dal nostro equipaggio tecnico, arricchito lungo il percorso da numerosi compagni di viaggio, in bicicletta e in barca. Nelle quattro tappe giornaliere abbiamo incontrato ed intervistato decine di testimoni di quei “luoghi di valore”.

Primo giorno: Altino, Torcello, Burano. Lio Maggiore

Giovedì 8 Maggio siamo partiti dall’approdo affianco al Museo Archeologico Nazionale di Altino, l’antica città romana, dopo la tavola rotonda (descritta sotto) ed il pranzo gentilmente offerto dal ristorante “Le Vie di Altino”. Accompagnati da alcuni partecipanti alla conferenza, sul bragosso Sant’Alban, dalla Cantante Angela Milanese e dal bassista Maurizio Nizzetto. Infatti l’album Peregrinazioni Lagunari è stata la nostra colonna sonora, una magnifica interpretazione in chiave jazz delle antiche melodie e canzoni della laguna, cantate in dialetto. Siamo prima arrivati a Torcello e poi a Burano dove abbiamo filmato i paesaggi urbani nella culla alto-medievale della civiltà lagunare, e nel multicolore borgo di pescatori. Da Torcello il Sant’Alban è rientrato ad Altino, mentre noi siamo arrivati a Lio Maggiore (Jesolo), in un suggestivo tramonto. L’intensità dei colori, la magia del silenzio ed il profumo dell’alba sul prato dell’agriturismo è stata la più “grande bellezza” dell’itinerario.

Secondo giorno: Lio Piccolo, Treporti, Sant’Erasmo, Lazzaretto Nuovo, Certosa, Arsenale

L’indomani abbiamo proseguito per Lio Piccolo, accompagnati dal “pontone” per bici e persone, che proprio venerdì 9 ha inaugurato il suo servizio di linea tra Lio Maggiore e Lio Piccolo. Qui abbiamo potuto immergerci nel paesaggio e nella vita del borgo rurale, tra orti e valli da pesca, nella stagione di raccolta dei carciofi violetti. Anche noi muniti di bici dall’associazione Tra Mare e Laguna abbiamo accompagnato una comitiva di ciclisti sugli argini tra aironi rosa e barene scintillanti, fino a Treporti. Dopo la visita al Forte Vecchio, vestigia imponente della trama del sistema difensivo militare attorno alla laguna, abbiamo attraversato con le bici il canale per San’Erasmo, a bordo della caorlina gentilmente messa a disposizione della remiera Treporti.

A Sant’Erasmo il percorso si snoda tra la campagna ed i canali dell’antico “orto della Serenissima”, per arrivare al Forte Massimiliano, aperto per l’occasione dall’Istituzione Parco della Laguna, nel quadro dell’evento “Isole in Rete”. Dalla torre si gode di una suggestiva vista sull’arcipelago e sul “bacan” la spiaggia dei veneziani, già affollata d’imbarcazioni che gettano l’ancora sulla secca davanti alla bocca di porto. La vistita all’unica cantina vitivinicola interna in isola, ci ha inebriato con il gusto salino della malvasia istriana; poi il gruppo in bicicletta si è avviato al traghetto in caorlina per rientrare a Cavallino, mentre il nostro equipaggio è ripartito per l’Arsenale.

Abbiamo fatto tappa in due isole aperte al pubblico: la Certosa, cantiere nautico e darsena con un vasto parco urbano, ed il Lazzaretto Nuovo, l’antico presidio sanitario dove fu inventata la quarantena nel cinquecento, gestito da 25 anni dall’Archeoclub, pioniere della riappropriazione del patrimonio culturale della laguna da parte della comunità locale.

Siamo entrati nel maestoso recinto murario dell’arsenale dalle Gaggiandre, i più grandi squeri della Serenissima, dove oggi la Fondazione Bucintoro ha avviato la ricostruzione della fastosa galea distrutta da Napoleone, per passare nella darsena grande accompagnati dalle evoluzioni delle tipiche imbarcazioni in legno, con le loro multicolori vele al terzo.

Terzo giorno: Lido, Pellestrina, Chioggia

L’indomani mattina, prima di riprendere il viaggio in barca ed in bici, siamo arrivati al Nicelli, considerato uno dei dieci più belli aeroporti al mondo, dove in elicottero abbiamo ripercorso dall’alto e filmato l’itinerario precedente, e tutto il Lido. Un gruppo di veneziani a bordo del trabaccolo Nuovo Trionfo, è partito dal suo ormeggio alla Salute in Venezia e ci ha raggiunto a Malamocco dove si sono aggiunti ad una comitiva della Pro Loco Lido. Alcuni a bordo, altri in bici ci siamo avviati verso Pellestrina, facendo tappa all’isola di Poveglia, che in questi giorni ha avuto una notorietà internazionale grazie ad un gruppo di amici giudecchini che hanno avuto un’idea meravigliosa: comprare l’isola nell’asta del Demanio grazie ad una colletta pubblica. A prescindere dall’incerto esito dell’asta, il successo dell’incredibile partecipazione pubblica ha risvegliato le coscienze di tanti cittadini, reali ed onorari, verso una gestione responsabile dei “beni comuni”.

A Pellestrina ci attendevano gli amici dell’associazione remiera, che hanno preparato un’unica tavolata per il gruppo di sessanta persone, accompagnando il pranzo con le note delle loro canzoni popolari. Era presente il più grande campione del remo di tutti i tempi, l’ottuagenario Ciaci che ancora insegna a vogare ai bambini delle scuole elementari e medie. Ci ha raccontato, con una vena di profonda malinconia, come la laguna sia profondamente cambiata da quella dove vogava lui da giovane, soprattutto perché invasa dalle onde che ne distruggono il fragiile equilibrio, e rendono pericolosa la voga.

Il Nuovo Trionfo ed il gruppo son poi rientrati verso il Lido e Venezia, mentre noi abbiamo proseguito per Chioggia, dove ad attenderci abbiamo trovato gli amici della Pro Loco Chioggia che ci hanno accompagnato in un itinerario teatralizzato nella città, con una breve rappresentazione di cappa e spada, curata dalle Contrade della Marciliana.

Quarto giorno: Codevigo, Campagna Lupia, Mira

L’indomani siamo andati al Cason delle Sacche, accolti da un gruppo di canoisti, per poi pranzare a Valle Averto con le rinomate “moeche” fritte. Nel pomeriggio, dopo la visita all’oasi del WWF siamo andati, via terra, alla splendida villa Malcotenta di Mira, dove si è concluso questo itinerario della Lagunalonga.

Il percorso dedicato alla produzione del documentario è stato fatto con un gozzo del 1952 in legno per la navigazione interna da diporto, gentilmente messa a disposizione e condotta da Luciano Girotto, socio di Venti di Cultura e della Pro Loco Lido. A bordo son stati il regista Francesco Calzolaio (Venti di Cultura) ed il videomaker (Davide Trapani).

Abbiamo avuto un proseguo della Lagunalonga il 20 e 21 maggio in un breve itinerario da Porto Marghera a Forte Marghera, da Murano a Venezia, per completare le interviste dei testimoni con artigani e storici, che ci hanno arricchito con l’incredibile spessore del patrimonio immateriale della loro sapienza.

Ringraziamenti

Si ringraziano per la loro fattiva collaborazione alla Lagunalonga2014:

le Associazioni fondatrici del Comitato per l’Ecomuseo della laguna di Venezia: Archeoclub, Faro Venezia, Proloco Lido, Pro Loco Provincia Di Venezia, Slow Lagoon, Tra Mar e Laguna, Venti di Cultura;

le Amministrazioni Comunali che hanno aderito al Comitato per l’Ecomuseo della laguna di Venezia: Campagna Lupia, Cavallino – Treporti, Chioggia, Codevigo, Quarto D’Altino, Jesolo, Mira, (Venezia);

gli artigiani: Enno Casson, maestro d’ascia; Fabio Fornasier, maestro vetraio; Saverio Pastor, remer; Renzo Inio, corder;

le associazioni: Arzanà, Civiltà dell’Acqua, El Felze, Fiab Mestre, Fiab Veneto, Fondazione Bucintoro, Forum Arsenale Futuro, Marineria Tradizionale, Polisportiva Millecampi, Poveglia per tutti, Pro Loco Chioggia, Remiera Francescana, Remiera Pellestrina, Remiera Treporti, Vela al Terzo, WWF oasi Valle Averto, WWF oasi Alberoni;

ed inoltre: Byking the Venice Lagoon – Iuav e VIU, Ciset – Università Cà Foscari, Comitato di Gestione del sito UNESCO Venezia e la sua laguna – Comune di Venezia, Consorzio Venezia Nuova, Golf Club Lido, Le Vie di Altino, Marco Polo Geie System, Luca Missoni, Orto di Venezia, Parco della Laguna – Comune di Venezia, Ufficio Arsenale – Comune di Venezia, Ufficio del Consiglio d’Europa a Venezia, Ufficio UNESCO di Venezia – Roste, Vento di Venezia;

un particolare ringraziamento ai musicisti Angela Milanese e Maurizio Nizzetto (Peregrinazioni Lagunari), al prof Antonio Foscari, al campione del remo “Ciaci”, e al capitano Luciano Girotto.

Tavola rotonda

In occasione della Lagunalonga2014 il Comitato per Ecomuseo della Laguna di Venezia, ha proposto una riflessione sulle strategie di valorizzazione delle risorse culturali esistenti, assieme ai molteplici soggetti culturali ed istituzionali responsabili per l’ecosistema lagunare. La tavola rotonda si è svolta giovedì 8 maggio 2014, ad Altino, sul tema: “Turismo culturale lungo le vie d’acqua interne: per una strategia; sostenibile tra cultura, ambiente e partecipazione”, con interventi di Silvia Conte, Sindaca Comune di Quarto D’Altino; Alberto D’Alessandro, direttore Ufficio Consiglio D’Europa di Venezia; Katia Basili, Responsabile Ufficio Sito UNESCO “Venezia e la sua laguna” – Comune di Venezia; Laura Fincato, comitato Expo Milano Venezia; Ruben Baiocco, Cycling Venice Lagoon, Iuav e Fiab Mestre; Mara Manente, direttrice CISET; Eriberto Eulisse, Direttore del Centro Civiltà dell’Acqua; Francesco Calzolaio, presidente di Venti di Cultura.

Comitato per l’Ecomuseo della Laguna di Venezia

Il Comitato per l’Ecomuseo della Laguna di Venezia si è costituito dopo l’approvazione della Legge Regionale 30/2012 e vi aderiscono molte associazioni culturali ed amministrazioni comunali che si affacciano in laguna.Ha l’obiettivo di costituire l’Ecomuseo attraverso un percorso partecipato bottom-up, che parta da quanto stanno facendo gli operatori locali in merito alla salvaguardia e valorizzazione delle risorse ambientali, museali, produttive, materiali ed immateriali, che siano distribuite in tutto il territorio lagunare. Nello spirito non solo della tradizione europea degli Ecomusei, ma anche della recente Convenzione di Faro sul patrimonio culturale, ratificata dal governo italiano, anche per iniziativa di alcune associazioni del Comitato.

Il “genius loci” del paesaggio lagunare corrisponde con l’antico sistema policentrico di territori e comunità legate dall’acqua. Per questo si tratta di evitare qualsiasi centralismo e promuovere un effettivo decentramento del sistema ecomuseale. Si parte dalla razionalizzazione di strutture esistenti e policentriche, le sole capaci di rappresentare la complessità della laguna, e di chi la vive e la anima. In questo senso l’Ecomuseo è inteso come volano di sviluppo sostenibile ed integrato del territorio, attraverso la valorizzazione di attività e imprese in grado di promuoverlo, facendo aumentare, da un lato, la consapevolezza tra i cittadini del valore del patrimonio culturale, e dall’altro, il lavoro dedicato a questa promozione verso l’artigianato, l’agricoltura ed turismo culturale.

Si tratta di mettere progressivamente in rete competenze, territori e buone pratiche, attraverso il consolidamento di processi già avviati, capaci di rinsaldare il forte legame tra cittadini ed il loro territorio lagunare, fino a costituire un sistema integrato, basato sulla cittadinanza attiva, sulle istituzioni locali e su centri interpretativi diffusi. Molte di queste stanze dell’Ecomuseo, individuate dalle amministrazioni comunali, sono visitate nella Lagunalonga. Esse costituiscono le “antenne dell’Ecomuseo”, e cioè una rete capillare di luoghi vocati a rappresentare l’integrazione tra i diversi fattori identitari di ciascun territorio e di ciascuna comunità di residenti.